Percorso Arte e Fede – MUDIA

Percorso Arte e Fede – MUDIA

Il Museo Diocesano dell’Arcidiocesi di Agrigento (MUDIA) istituito nel 1872 dal vescovo Turano, presenta oggi un nuovo allestimento all’interno del settecentesco Palazzo Arcivescovile.
La collezione esposta consente di seguire in otto sale espositive la storia della Diocesi agrigentina dalla rievangelizzazione cristiana, dopo la dominazione musulmana, avvenuta nel 1087 con la conquista normanna.

Agrigento’s Diocesan Museum (MUDIA) was established in 1872 by Bishop Turano, and today presents a new production in the XVIII century Bishop’s Palace.The collection allows to follow in eight exhibition halls the history of the Diocese of Agrigento by the re-evangelization of the Christian, after the Muslim domination, which took place in 1087 with the Norman Conquest.

OFFICIAL WEBSITE: www.museodiocesanoag.it

mudia orari header1

ORARI DI APERTURA – OPENING TIMES

Aprile-ottobre 10,00 – 19,00
Domenica ore 10,00-13,30/15,30-19,00
Chiuso lunedì – closed on Monday
Su prenotazione, possiamo provvedere a modificare l’orario di ingresso – If it required we can provide to change the time route for groups.

novembre – Marzo 10,00 – 13,30
Domenica ore 10,00-13,30
Chiuso lunedì – closed on monday

Museo Diocesano
Via Duomo 100
92100 Agrigento Ag
Tel: 3277549152
Fax: 0922 490024

Museo Archeologico Regionale – Gela

Il Museo è limitrofo all’area dell’acropoli della città greca.
 La sede museale, è un edificio realizzato negli anni Cinquanta. Nel 1984, dopo la realizzazione di lavori di ampliamento resi necessari per l’incremento dei materiali da esporre, il Museo venne riaperto con un nuovo allestimento.Gli ultimi interventi effettuati a partire dal 1995 lo hanno interamente rinnovato nei percorsi espositivi e negli apparati didattici e didascalici.

Il museo illustra attraverso reperti ceramici, bronzei e numismatici, la storia di Gela antica e del territorio ad essa connesso, dall’età preistorica all’età medievale.Gela fu la prima colonia rodio-cretese fondata in Sicilia, secondo Tucidide, nel 689-688 a.C. La città divenne ben presto una delle più importanti dell’isola fino a rivaleggiare con la stessa Siracusa.Le sue mire espansionistiche per il controllo del territorio la portarono a fondare nel 581 a. C. Akragas (Agrigento), e successivamente ad estendere il proprio dominio fino allo Stretto.Dopo la metà del V sec. iniziò il suo declino. Nel 405 a.C. fu conquistata e distrutta dai Cartaginesi. Ricostruita nel IV sec. a.C., fu successivamente oggetto di attacchi da parte di Siracusa, fin quando tra il 285 e il 282 a. C. fu distrutta dal tiranno agrigentino Phintias che trasferì i suoi abitanti presso Licata dove nacque una nuova città chiamata Phintiade.

Le collezioni. Il nucleo più antico è costituito dalle collezioni Navarra e Nocera. La prima, acquistata negli anni Cinquanta dal museo, comprende un cospicuo numero di vasi corinzi ed attici a figure nere e a figure rosse, provenienti dagli scavi clandestini delle necropoli e raccolti alla fine dell’Ottocento dal barone Giuseppe Navarra.Tra i vasi attici a figure nere (fine VI, inizi V sec. a.C.) si ritrovano opere attribuite al Pittore di Gela e al Pittore di Eucharides, e molte lekythoi della “classe di Phanillys”. Tra i vasi attici a figure rosse (prima metà del V sec. a.C.) sono esposti quelli del Pittore di Edimburgo, del Pittore di Boreas, del Pittore della Phiale di Boston, del Pittore dei Porci, del Pittore di Berlino e del Pittore di Brygos. Si tratta di opere di grandi ceramografi (decoratori di oggetti in terracotta) attici giunte a Gela con navi mercantili. Il relitto di una di queste imbarcazioni è stato ritrovato di fronte alla costa ed ha consentito di ricavare dati fondamentali per lo studio dell’architettura navale antica e dei traffici commerciali che l’antica colonia intratteneva con le altre città della Grecia.

L’ordinamento è di tipo cronologico e si articola in otto grandi sezioni, nelle quali l’esposizione è associata a materiale didattico e didascalico.

Piano terra

Sezione I la storia, la preistoria, l’acropoli (dalla fondazione al V sec. a.C.) e l’acropoli (IV sec a.C.), l’Emporio, la Nave

Sezione II l’Heraion, la città fra il IV e il III sec. a.C.

Sezione III le Fornaci, l’Epigrafia

Sezione VIII le Necropoli greche, la Collezione Navarra, la Collezione Nocera

Primo piano

Sezione IV le anfore

Sezione V i Santuari extraurbani.

Sezione VI il territorio dalla Preistoria all’età greca.

Sezione VII il territorio dall’età romana all’età mediovale.

 

Telefono: 0933 912626

Orari ingresso : Apertura in ora solare dal lunedì a sabato, dalle ore 09,00 alle ore 18,30 (ultimo ingresso ore 18,00). Apertura in ora legale da lunedì a sabato , dalle ore 09,00 alle ore 19,30 (ultimo ingresso ore 19,00).
Biglietto singolo intero :  4,00 €
Biglietto singolo ridotto:  2,00 €
Note: CHIUSO I FESTIVI Domenicalmuseo: apertura con libero ingresso per la prima domenica di ogni mese

Il museo sarà aperto al pubblico anche nelle domeniche: 24/05/2015; 31/05/2015 e 14/06/2015 per iniziativa del Gruppo Archeologico d’Italia “Triskelion Gela”

Percorsi della Fede – Museo Diocesano di Caltanissetta

Percorsi della Fede – Museo Diocesano di Caltanissetta

museo-diocesano-caltanissetta

Il Museo Diocesano venne fondato nel 1983 su iniziativa di Mons. Giovanni Speciale (1931-2008) che lo collocò al piano terra del Seminario Vescovile di Caltanissetta.

Il primo allestimento del Museo Diocesano, curato dall’Architetto nisseno Francesco Fidanca, fu collocato nel 1986 nel pianoterra dell’ala a nord-est del Seminario adiacente alla Cappella.

A questo primo nucleo di opere, composte per lo più, da tele recuperate dallo stesso Mons. Speciale dall’ospedale Vittorio Emanuele di Caltanissetta, fra cui alcune di fra’ Fedele da San Biagio e di fra’ Felice da Sambuca, si andarono ad aggiungere altri numerosi oggetti tra dipinti, tessuti, oreficerie, sculture ecc datati dal XV al XIX secolo, fra cui si evidenzia una copia siciliana dello Spasimo di Sicilia, anche detto Spasimo di Raffaello, opere di Luigi Borremans, figlio del più famoso Guglielmo, e preziose opere d’arte decorativa, suddivise in paramenti sacri, argenti e ori d’uso liturgico e gioielli.

I nuovi lavori di allestimento, successivi all’ampliamento del museo, hanno portato all’utilizzo di tutto il pianoterra del seminario. Nell’ala a nord-est, detta “ala antica”, si collocano, tuttora, sei sale espositive con opere d’arte sacra che vanno dal XV al XVIII secolo, mentre nell’ala a sud-ovest, detta “ala moderna”, sono state ricavate la biblioteca, la sala conferenze, spazi per allestimenti temporanei e quattro nuove sale espositive, dove sono custodite opere del XIX e del XX secolo.

Visualizza la brochure informativa

OFFICIAL WEBSITE: www.diocesicaltanissetta.it

APPUNTAMENTI E MOSTRE: www.diocesicaltanissetta.it/incontri-diocesi/mostre-fotografiche.html

Viale Regina Margherita, 29
93100 Caltanissetta – Tel. 0934 21165 – 23014
E-mail: museodiocesano@diocesicaltanissetta.it
Direttore: Prof.ssa Francesca Fiandaca
Addetto: Giuseppe Di Maria
Apertura al pubblico: giorni feriali 9,00-13,00 – 16,00-19,00

Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara – Caltanissetta

Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara – Caltanissetta

Il museo mineralogico, paleontologico e della zolfara Sebastiano Mottura, anche noto come museo mineralogico di Caltanissetta, ospita al suo interno una ricca collezione di minerali e fossili, e un’esposizione permanente dedicata alla tecnologia mineraria per l’estrazione dello zolfo di Sicilia.

Il museo ha sede all’interno di una struttura recentemente inaugurata e adiacente alla scuola fondata dallo stesso Mottura, di cui il museo ha fatto parte per lungo tempo.

I locali museali sono di proprietà della Provincia Regionale di Caltanissetta che ha concesso, nel luglio 2012, in comodato gratuito gli stessi all’IISS Sebastiano Mottura, che provvede alla esposizione di tutti i minerali di proprietà dell’Istituto stesso, nonché alla gestione di tutte le attività museali con il personale scolastico in organico.

Lo spazio museale è distribuito in diversi ambienti.

Sebastiano Mottura’s mineral, paleontological and sulfur mine Museum, also known as the Mineral Museum of Caltanissetta, houses a rich collection of minerals and fossils, and a permanent exhibition dedicated to mining technology for extracting sulfur.

The Museum is located within a recently inaugurated construction, adjiacent to the school founded by Mottura that was long home to the Museum.

The local museums are the property of the Province of Caltanissetta. In July 2012, they were granted on free loan to Sebastiano Mottura, who arranges for the exhibition of all minerals owned by the Istitute, as well as the management of all museum activities with school staff in 0rganic.

The Museum space is distributed in various environments.

 

Esposizione delle tecnologie minerarie dello zolfo

Unico nel suo genere, lo spazio dedicato ad alcuni strumenti d’epoca utilizzati nella attività mineraria, come i castelletti di estrazione, i vagoncini utilizzati per il trasporto dei minerali, i forni Gill. Diversi pannelli murali con grafici e diagrammi testimoniano della storia e dei ciclo economico dello zolfo, oltre ad una ricca collezione di foto d’epoca; inoltre, è stata presente la campana della chiesetta della miniera Trabia Tallarita, oggi tornata al suo luogo di origine dopo un restauro.

Collezione di fossili

Le collezione di minerali e fossili presenti conta 2.500 minerali e 1.500 reperti fossili di varie epoche geologiche e tra questi anche una collezione di macrofossili, catalogati in ordine stratigrafico, dal periodo Siluriano alQuaternario.

Collezione di minerali

Il museo, mediante l’esposizione di minerali, in particolare campioni di zolfo, rocce, fossili ed attrezzature specifiche, da testimonianza dell’attività svolta in passato di sfruttamento delle varie miniere per l’estrazione dello zolfo presenti sul territorio nisseno. Al suo interno sono custodite collezioni di minerali e fossili, oltre a pezzi di particolare pregio mineralogico.

Rarità

I minerali in esposizione, in particolare campioni di zolfo sono di grande rarità e bellezza, oltre che in una grande varietà di forme, struttura, raggruppamento cristallino e trasparenza. Questi sono la testimonianza della passata attività di sfruttamento delle varie miniere per l’estrazione dello zolfo presenti sul territorio nisseno e non solo.

Telefono: 0934/591280
Giorni di apertura: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato

Antiquarium Palazzo Sgadari

Antiquarium Palazzo Sgadari

index

(Mussomeli) L’originario palazzo fu edificato da  Don Giuseppe Antonio Sgadari, fratello del barone di Petralia Francesco. Il palazzo nell’800’ fu adibito a carcere e successivamente a sede del municipio.

L’aspetto attuale si deve a lavori di modifica e ristrutturazione effettuati negli anni venti del secolo scorso. Il palazzo presenta paraste,parapetti dei balconi,cornici e mensole in pietra intagliata. Nella parte superiore campeggia lo stemma dei Castellar, stemma-simbolo dello stesso paese di Mussomeli.L’edificio,attualmente sede dell’antiquarium,ospita il museo archeologico di Mussomeli.

MUseo DIocesano Agrigento

Il Museo Diocesano dell’Arcidiocesi di Agrigento istituito nel 1872 dal vescovo Turano, presenta oggi un nuovo allestimento all’interno del settecentesco Palazzo Arcivescovile.

La collezione esposta consente di seguire in otto sale espositive la storia della Diocesi agrigentina dalla rievangelizzazione cristiana, dopo la dominazione musulmana, avvenuta nel 1087 con la conquista normanna.

Visita il sito web ufficiale.

MUseo DIocesano Agrigento