Percorsi della Fede – Museo Diocesano di Caltanissetta

Percorsi della Fede – Museo Diocesano di Caltanissetta

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Il Museo Diocesano venne fondato nel 1983 su iniziativa di Mons. Giovanni Speciale (1931-2008) che lo collocò al piano terra del Seminario Vescovile di Caltanissetta.

Il primo allestimento del Museo Diocesano, curato dall’Architetto nisseno Francesco Fidanca, fu collocato nel 1986 nel pianoterra dell’ala a nord-est del Seminario adiacente alla Cappella.

A questo primo nucleo di opere, composte per lo più, da tele recuperate dallo stesso Mons. Speciale dall’ospedale Vittorio Emanuele di Caltanissetta, fra cui alcune di fra’ Fedele da San Biagio e di fra’ Felice da Sambuca, si andarono ad aggiungere altri numerosi oggetti tra dipinti, tessuti, oreficerie, sculture ecc datati dal XV al XIX secolo, fra cui si evidenzia una copia siciliana dello Spasimo di Sicilia, anche detto Spasimo di Raffaello, opere di Luigi Borremans, figlio del più famoso Guglielmo, e preziose opere d’arte decorativa, suddivise in paramenti sacri, argenti e ori d’uso liturgico e gioielli.

I nuovi lavori di allestimento, successivi all’ampliamento del museo, hanno portato all’utilizzo di tutto il pianoterra del seminario. Nell’ala a nord-est, detta “ala antica”, si collocano, tuttora, sei sale espositive con opere d’arte sacra che vanno dal XV al XVIII secolo, mentre nell’ala a sud-ovest, detta “ala moderna”, sono state ricavate la biblioteca, la sala conferenze, spazi per allestimenti temporanei e quattro nuove sale espositive, dove sono custodite opere del XIX e del XX secolo.

Visualizza la brochure informativa

OFFICIAL WEBSITE: www.diocesicaltanissetta.it

APPUNTAMENTI E MOSTRE: www.diocesicaltanissetta.it/incontri-diocesi/mostre-fotografiche.html

Viale Regina Margherita, 29
93100 Caltanissetta – Tel. 0934 21165 – 23014
E-mail: museodiocesano@diocesicaltanissetta.it
Direttore: Prof.ssa Francesca Fiandaca
Addetto: Giuseppe Di Maria
Apertura al pubblico: giorni feriali 9,00-13,00 – 16,00-19,00

Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara – Caltanissetta

Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara – Caltanissetta

Il museo mineralogico, paleontologico e della zolfara Sebastiano Mottura, anche noto come museo mineralogico di Caltanissetta, ospita al suo interno una ricca collezione di minerali e fossili, e un’esposizione permanente dedicata alla tecnologia mineraria per l’estrazione dello zolfo di Sicilia.

Il museo ha sede all’interno di una struttura recentemente inaugurata e adiacente alla scuola fondata dallo stesso Mottura, di cui il museo ha fatto parte per lungo tempo.

I locali museali sono di proprietà della Provincia Regionale di Caltanissetta che ha concesso, nel luglio 2012, in comodato gratuito gli stessi all’IISS Sebastiano Mottura, che provvede alla esposizione di tutti i minerali di proprietà dell’Istituto stesso, nonché alla gestione di tutte le attività museali con il personale scolastico in organico.

Lo spazio museale è distribuito in diversi ambienti.

Sebastiano Mottura’s mineral, paleontological and sulfur mine Museum, also known as the Mineral Museum of Caltanissetta, houses a rich collection of minerals and fossils, and a permanent exhibition dedicated to mining technology for extracting sulfur.

The Museum is located within a recently inaugurated construction, adjiacent to the school founded by Mottura that was long home to the Museum.

The local museums are the property of the Province of Caltanissetta. In July 2012, they were granted on free loan to Sebastiano Mottura, who arranges for the exhibition of all minerals owned by the Istitute, as well as the management of all museum activities with school staff in 0rganic.

The Museum space is distributed in various environments.

 

Esposizione delle tecnologie minerarie dello zolfo

Unico nel suo genere, lo spazio dedicato ad alcuni strumenti d’epoca utilizzati nella attività mineraria, come i castelletti di estrazione, i vagoncini utilizzati per il trasporto dei minerali, i forni Gill. Diversi pannelli murali con grafici e diagrammi testimoniano della storia e dei ciclo economico dello zolfo, oltre ad una ricca collezione di foto d’epoca; inoltre, è stata presente la campana della chiesetta della miniera Trabia Tallarita, oggi tornata al suo luogo di origine dopo un restauro.

Collezione di fossili

Le collezione di minerali e fossili presenti conta 2.500 minerali e 1.500 reperti fossili di varie epoche geologiche e tra questi anche una collezione di macrofossili, catalogati in ordine stratigrafico, dal periodo Siluriano alQuaternario.

Collezione di minerali

Il museo, mediante l’esposizione di minerali, in particolare campioni di zolfo, rocce, fossili ed attrezzature specifiche, da testimonianza dell’attività svolta in passato di sfruttamento delle varie miniere per l’estrazione dello zolfo presenti sul territorio nisseno. Al suo interno sono custodite collezioni di minerali e fossili, oltre a pezzi di particolare pregio mineralogico.

Rarità

I minerali in esposizione, in particolare campioni di zolfo sono di grande rarità e bellezza, oltre che in una grande varietà di forme, struttura, raggruppamento cristallino e trasparenza. Questi sono la testimonianza della passata attività di sfruttamento delle varie miniere per l’estrazione dello zolfo presenti sul territorio nisseno e non solo.

Telefono: 0934/591280
Giorni di apertura: Lunedi, Martedi, Mercoledi, Giovedi, Venerdi, Sabato

Caltanissetta – La Storia

L’origine di Caltanissetta è antica, ma non vi è una data certa. Tutto il territorio di quest’area siciliana subì l’influsso di Gela e di Agrigento, di recente infatti vi sono stati rinvenuti resti di capanne preistoriche, nonché tratti di mura greche e tracce di fondazioni di un preesistente abitato.

Interessanti reperti archeologici delle vicine località, come quella di Sabucina, testimoniano l’origine sicana della città.

Dopo gli arabi, i normanni, che occuparono Nissa nel 1087, vi consacrarono la bella chiesa romanica di Santo Spirito. Nel 1087 divenne possedimento di Ruggero I di Sicilia normanno, che la trasformò in feudo per vari membri della sua famiglia. Condivise le sorti della Sicilia e particolarmente nel periodo spagnolo durante il quale soffrì spesso la carestia. Nel 1407 passò ai Moncada di Paternò e ad essi rimase fino alla soppressione della feudalità in Sicilia, nel 1812 quando, tre secoli dopo, Guglielmo Peralta diviene signore di Caltanixetta, inizia in Sicilia il cosiddetto “Governo dei quattro Vicari”.

Per favorire l’esportazione dello zolfo, i Moncada (1553) fecero costruire, sul fiume Salso, il ponte di Capodarso, la cui possente arcata è oggi ancora visibile insieme al grandioso ma incompiuto palazzo Moncada. Tra il 1500 e il 1700 molti comuni nisseni si trasformarono, da borghi rurali quali erano, in vere e proprie città a testimonianza della crescente feudalità. All’indomani del feudalesimo (1818 circa) iniziò a prendere forma l’entità territoriale della provincia di Caltanissetta che oggi conosciamo.

Durante il dominio borbonico (1735-1860), Caltanissetta divenne capoluogo di provincia.

Nel 1849 una delegazione di palermitani offrì, proprio a Caltanissetta, la capitolazione della Sicilia ai borboni al termine della rivoluzione federale guidata da Ruggero Settimo.