Riesi – La Storia

Il Territorio di Riesi si sviluppa tra le contrade di Costa di Mandorle, Porco Spino, Birrigiolo, Pantano e Sanguisuga e le colline di Monte Stornello, dove alcuni uomini si erano insediati nella zona e nel territorio che, con l’alternarsi dei secoli, prenderà nomi diversi da Reiz a Rahalmet, da Ries a Riesum, ad Altarriva ed ancora, in modo definitivo Riesi.

Come dimostrato da molti reperti ritrovati dal 1820 al 1971, sono state rinvenute molte necropoli risalenti l’età del rame.

Durante l’età greca, sotto l’influenza di Gela, vennero costruite delle fattorie nelle contrade Spampinato, Canale e Montagna Veronica. Durante l’età romana, una delle fattorie sopra indicata divenne un “praedium” dell’itinerario Catania-Agrigentum ed agli agglomerati venne dato il nome di “Resa” o “Riesa” (Terre abbandonate). Durante l’età araba le varie fattorie formarono un casale di nome “Rahal-Met” (Casale abbandonato).

Nell’età normanna (1076-1266) il nome del casale “Rahal-Met” scompare davanti a quello che indica la terra ed il feudo in genere: RIESES, terre abbandonate, incluse nel territorio di ANAOR (Piazza), aggregate alla Chiesa di BUTERA. Durante l’età degli Angioini e del vespro Siciliano (1282) il nome dei feudi di RIESES cambia in RIEZ (vecchio francese), quindi in RIEZI, RIESIUM. Dopo aver seguito il villaggio durante l’epoca arcaica, sicula-sicana, greco-romana ed araba, le notizie sulla sua esistenza si perdono alla fine del 1200.

Nel 1296 si rileva che il casale non esiste più; le uniche indicazioni riscontrabili nel Ruolo di Muscia evidenziano la presenza dei feudi, incolti o no, di una terra RIEZ-RIESIS che significava appunto terra inculta. Dunque si trattava di un feudo disabitato, scomparso, distrutto il villaggio, non vi era forma di abitazione alcuna.

L’11 settembre 1513 il Re Ferdinando II d’Aragona, detto il Cattolico, concesse a Giovanni Rojs de Calcina suo segretario e consigliere, e dalla moglie Giovanna, il “mero e misto imperio” e la licenza difar abitaree popolare la baronia di Riesi e Cipolla. Sino al 1647 la baronia di Riesi non ebbe popolazione anche se i feudi non furono chiusi da una muraglia impenetrabile, la gente, infatti, vi accedeva per la coltivazione delle terre, la baronia veniva gabellata, i gabellati la coltivavano, la cedevano in affitto, davano le terre a terraggio e a borgesato, vendevano l’erba.

Tutto ciò portava necessariamente la presenza di un certo numero di persone nella baronia, non ai fini di prendervi stabile dimora, ma solo per un pò di tempo, saltuariamente, per lavorarvi e sorvegliare i lavori pertinenti alla coltura. Sin dal 1634 Pietro Altarriva aveva manifestato il proposito di fabbricare una nuova Terra vicino la chiesa già esistente ma, sia perché abitava in Spagna, sia perché non aveva trovato la persona adatta, ne aveva postergato la realizzazione.

Nel 1636 viene nominato Amministratore della Baronia Pietro Gil de Savalzache prende dimora a Caltanissetta e in diverse occasioni si serve, nella stipula degli atti, di un sostituto D. Cristoforo Benenati, Barone della cannamela, nobile mercante genovese, attivo intraprendente, che fu il vero artefice della nascita di Riesi. Egli deve ritenersi come l’ispiratore e l’esecutore vero dell’attuazione del privilegio di popolare i feudi di Riesi. Pietro Gilò rimase solo due anni a Caltanissetta, quindi il Benenati nel 1638 viene nominato Procuratore Generale della Baronia.

Dal 13 agosto 1647, inizia la storia ufficiale del paese che si chiamo RIESI e che, dopo la morte del fondatore, in suo onore si chiamò ALTARIVA, per tornare col tempo a chiamarsi definitivamente RIESI.

Nel 1819 comparve per la prima volta la figura del sindaco aiutato nell’amministrazione del paese dai primi due eletti.

 

I moti rivoluzionari del 1820 e del 1848, che recarono gravi danni alla Sicilia, incocciarono i cittadini riesini preparati a lottare per la causa siciliana e parteciparono alla lotta antiborbonica seguendo gli ideali del risorgimento italiano. Il XIX secolo, portò non solo alle rivoluzioni, ma anche malattie quali colera, tifo, carestie, febbre petecchiale che determinarono la morte di parecchi cittadini. A queste piaghe si aggiunsero anche la disoccupazione e la fame. Nel 1879 la fillossera devastò per intero i vigneti causando nuovi inconvenienti alla già debole economia riesina.

Nel 1893 vennero fondati i Fasci siciliani a cui presero parte contadini, braccianti, zolfatai che riuscirono a reclamare i loro diritti ottenendo condizioni di lavoro più umane e retribuzioni adeguate. Gli inizi del secolo XX furono pervasi da altri gravi episodi: nel luglio del 1914 un assembramento di fanatici mise in atto un tentativo di ribellione e proclamarono la “Repubblica di Riesi” che però terminò nel giro di un paio di giorni poiché l’ordine pubblico fu tempestivamente ripristinato.

Nel 1893 vennero fondati i Fasci siciliani a cui presero parte contadini, braccianti, zolfatai che riuscirono a reclamare i loro diritti ottenendo condizioni di lavoro più umane e retribuzioni adeguate. Gli inizi del secolo XX furono pervasi da altri gravi episodi: nel luglio del 1914 un assembramento di fanatici mise in atto un tentativo di ribellione e proclamarono la “Repubblica di Riesi” che però terminò nel giro di un paio di giorni poiché l’ordine pubblico fu tempestivamente ripristinato.

Molto importante per la storia di Riesi è il pastore valdese Tullio Vinay che nel 1961 fondò il Servizio Cristiano per combattere la povertà. All’inizio, lo scopo principale era promuovere l’alfabetizzazione tra bambini e adolescenti, poi si aggiunse quello di favorire l’agricoltura e la formazione. Oggi la Chiesa Valdese gestisce un asilo nido, una scuola elementare, una pensione, un consultorio familiare e una piccola fattoria.