Agrigento

abitanti 60.075

altitudine 326 mt

Akràgas, Agrigentum, Kerkent, Girgenti, Agrigento: cinque nomi per scandire la storia di una città millenaria, edificata, devastata e sempre rinata per mano di popoli di civiltà eterogenee. Fondata nel 581 a.C. da coloni greci rodio-cretesi, Akràgas divenne, nel secolo seguente, uno dei più grandi e fiorenti centri del Mediterraneo: lo testimoniano gli straordinari reperti custoditi nel Museo Archeologico Regionale di Agrigento e la maestosa Valle dei Templi, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Di Agrigentum, rimangono i resti delle eleganti ville gentilizie e delle regolari vie del Quartiere Ellenistico-Romano. Il Museo e il Parco archeologico sono periodicamente sedi di grandi eventi culturali.  Nel cuore del Parco Archeologico, un’oasi di straordinaria bellezza è rappresentata dal Giardino della Kolymbetra, gestita dal FAI.

La città odierna si sviluppa intorno a due colline, la Rupe Atenea e il colle di Girgenti: su quest’ultimo nacque la città medioevale, l’attuale centro storico. Nel centro storico i vicoli e le viuzze dell’ araba Kerkent collegano pregevoli edifici e chiese d’epoche successive. La via Atenea, fiancheggiata da caffè, ristoranti e negozi, è il cuore palpitante della nuova e vecchia Girgenti; dal panoramico e vicino Viale della Vittoria si domina la Valle e il mare: le lunghissime spiagge di Agrigento si estendono per Km ad est ed a ovest da Punta Bianca a San Leone (frazione balneare che assieme ai luoghi del centro, accoglie la movida agrigentina).

In prossimità di Porto Empedocle, in c.da Caos si trova la Casa Natale –museo- di Luigi Pirandello: drammaturgo, poeta e premio Nobel per la letteratura, cui è dedicato un Parco Letterario, numerose manifestazioni teatrali e un prestigioso convegno internazionale. Le maggiori feste di tradizione popolare della città sono la Sagra del Mandorlo in Fiore e la Festa di San Calogero.

Cosa vedere : Museo Archeologico; Parco della Valle dei Templi; Giardino della Kolymbetra; Centro storico ( Cattedrale, Chiesa di S.ta Maria dei Greci, Monastero di S.Spirito, Convento dei Francescani Minori, via Atenea e vie collaterali); Casa Natale-Museo Luigi Pirandello; S.Leone; Punta Bianca
Cosa gustare: pietanze a base di pesce fresco, caponata di melanzane, piatti a base di carne, fra cui, il farsu magru; pasticceria e gelati a base di ricotta, mandorle e pistacchio; vini.

 

STORIA

 

Fondata nel 581 a.C. dai coloni Rodii e Cretesi della vicina Gela, Akragas divenne in breve tempo una delle più importanti città della Magna Grecia, in Sicilia seconda solo a Siracusa.

L’area urbana aveva un’ampiezza di 456 ettari ed era circondata da mura di fortificazione con nove porte d’ingresso. La popolazione era di circa 300.000 abitanti ed era considerata “la più bella città dei mortali”.

Nel 210 a.C. venne saccheggiata dai Romani e assoggettata all’Impero ma conobbe nei secoli successivi, l’invasione e la riedificazione da parte degli Arabi che la ricostruirono sulla cima della collina in cui oggi si ammira il centro storico caratterizzato appunto dalla tipica conformazione araba, con le sue piccole viuzze e cortili che convergono verso la Via Atenea, che è da considerare anche oggi la più importante arteria della città.

La via Atenea  da Porta di Ponte, attraversa interamente il centro storico e su di essa si affacciano bellissimi palazzi  e numerose chiese frutto di stili di costruzione a volte totalmente diversi tra loro che contengono all’interno dei veri e propri tesori di arte sacra molto spesso sconosciuti al grande pubblico.

Tra questi, all’interno delle chiese, si possono visionare numerose opere del Serpotta e del Gagini. Caratteristiche e pregevoli le chiese dell’Addolorata e di San Francesco di Paola, ubicate nel popolare quartiere Rabato, di San Giuseppe, San Domenico, dell’Itria o Sant’Alfonso, dell’Immacolata e di S.Maria dei Greci costruita sui resti di un tempio greco.

Nel cuore vecchio della città esistono ancora piccole osterie dove si mesce il vino e si servono sarde salate ed olive schiacciate.

Oggi Agrigento si estende su una superficie di 245 Kmq a 230 metri dal livello del mare e conta 55.424 abitanti.

ENG-Agrigento was founded on a plateau overlooking the sea, with two nearby rivers, the Hypsas and the Akragas, and a ridge to the north offering a degree of natural fortification. Its establishment took place around 582-580 BC and is attributed to Greek colonists from Gela, who named it Akragas. Akragas grew rapidly, becoming one of the richest and most famous of the Greek colonies of Magna Graecia.The city was disputed between the Romans and the Carthaginians during the First Punic War. The Romans laid siege to the city in 262 BC and captured it after defeating a Carthaginian relief force in 261 BC and sold the population into slavery. The Romans eventually captured Akragas in 210 BC and renamed it Agrigentum, although it remained a largely Greek-speaking community for centuries thereafter. After the fall of the Roman Empire, the city successively passed into the hands of the Vandalic Kingdom, the Ostrogothic Kingdom of Italy and then the Byzantine Empire. They pronounced its name as Kerkent in Arabic; it was thus Sicilianized as “Girgenti”. It retained this name until 1927, when Benito Mussolini’s government reintroduced an Italianized version of the Latin name.

Percorso Arte e Fede – MUDIA

Percorso Arte e Fede – MUDIA

Il Museo Diocesano dell’Arcidiocesi di Agrigento (MUDIA) istituito nel 1872 dal vescovo Turano, presenta oggi un nuovo allestimento all’interno del settecentesco Palazzo Arcivescovile.
La collezione esposta consente di seguire in otto sale espositive la storia della Diocesi agrigentina dalla rievangelizzazione cristiana, dopo la dominazione musulmana, avvenuta nel 1087 con la conquista normanna.

Agrigento’s Diocesan Museum (MUDIA) was established in 1872 by Bishop Turano, and today presents a new production in the XVIII century Bishop’s Palace.The collection allows to follow in eight exhibition halls the history of the Diocese of Agrigento by the re-evangelization of the Christian, after the Muslim domination, which took place in 1087 with the Norman Conquest.

OFFICIAL WEBSITE: www.museodiocesanoag.it

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ORARI DI APERTURA – OPENING TIMES

Aprile-ottobre 10,00 – 19,00
Domenica ore 10,00-13,30/15,30-19,00
Chiuso lunedì – closed on Monday
Su prenotazione, possiamo provvedere a modificare l’orario di ingresso – If it required we can provide to change the time route for groups.

novembre – Marzo 10,00 – 13,30
Domenica ore 10,00-13,30
Chiuso lunedì – closed on monday

Museo Diocesano
Via Duomo 100
92100 Agrigento Ag
Tel: 3277549152
Fax: 0922 490024

Area Naturalistica di Punta Bianca Monte Grande – Agrigento

Area Naturalistica di Punta Bianca Monte Grande – Agrigento

Distante una decina di Km da Agrigento, lungo la costa di San leone, questa spiaggia si presenta agli occhi degli stessi agrigentini come “un autentico paradiso” per le atmosfere lunari che la sua roccia calcarea bianca riesce a creare.
Il caratteristico appellativo descrive perfettamente il luogo in cui ci troviamo.
“Punta Bianca”: uno sperone roccioso che punta verso il mare, accogliendo nei suoi anfratti decine di splendide calette, sia sabbiose che di ciottoli, bagnate da un mare cristallino difficilmente ritrovabile in Sicilia e in tutto il Mediterraneo.
La particolarità di questa spiaggia è data sicuramente dalla trasparenza unica che la roccia calcarea riesce a creare degradandosi in acqua, rendendo ancor più suggestivo lo scenario che da sempre è caratterizzato da colori quasi esotici.
La spiaggia è difficilmente raggiungibile, è infatti necessario percorrere una strada sconnessa e circondata da una natura piuttosto selvaggia che però si apre alla vista meravigliosa di questo habitat quasi incontaminato nel tempo. Le palme nane e le numerose specie floreali presenti nella zona, rendono questa spiaggia ideale per il relax e la contemplazione.
Per i curiosi e gli amanti della storia bellica si segnala la presenza di una zona militare prossima alla spiaggia.
“Punta Bianca” è anche un ottimo luogo per pescatori e sub che ogni volta accorrono numerosi a godere di questo paradiso di sole, mare e tranquillità.

 

ENG- 

Distance 10 Km from Agrigento, along the coast of San Leone, this beach has in the eyes of the inhabitants themselves as “a paradise” for the atmosphere of the moon that his white limestone can create. The name “white tip” perfectly describes the place, made special by the unique transparency that the limestone can create degraded in water, making it even more impressive is the scenario that has always been characterized by almost exotic colors.

Sindone della Cattedrale di Agrigento

Sindone della Cattedrale di Agrigento

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In occasione dell’Ostensione della Sindone che si terrà a Torino dal 19 aprile al 24 giugno 2015, l’ufficio Beni Culturali Ecclesiastici e il Museo Diocesano proporranno un itinerario attorno alle testimonianze devozionali della Sindone nell’Arcidiocesi di Agrigento. Dal 15 maggio al 15 giugno nella sagrestia della Cattedrale di Agrigento, saranno esposti il pendente reliquiario di Aragona ed il “Telo” raffigurante il corpo di Cristo portato ad Agrigento e donato alla cattedrale dal vescovo Francesco Maria Rhini dell’Ordine dei Frati Minori. Mente nella città di Palma di Montechiaro l’ostenzione della copia palmese si terrà dal 24 al 31 maggio. La mostra sarà curata da Domenica Brancato, consulente storico dell’arte e la fruizione sarà affidata all’associazione “Ecclesia Viva”.