A Palma l’arazzo di Raffaello

Il grande arazzo seicentesco “Ananias et Saphira”, nato dal cartone di Raffaello Sanzio e appartenente alla collezione privata del mecenate Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona può essere ammirata a Palma di Montechiaro fino al 15 maggio in una delle sale del Palazzo Ducale.

 La presentazione ufficiale del prezioso allestimento, corredato anche da elementi multimediali, è prevista il 26 aprile dalle 11,30. L’arazzo, riconducibile alle tessiture di Heinrich Mattens di Bruxelles degli anni 1620-1624, nasce da uno dei dieci cartoni che Raffaello realizzò su incarico di Papa Leone X per la Cappella Sistina. 

L’opera è la rielaborazione dell’arazzo raffigurante la “Morte di Anania”, fulminato da San Pietro perché colpevole di non aver consegnato alla comunità cristiana tutto il denaro ricavato dalla vendita di un fondo.

Sin dalla prima esposizione dell’arazzo, avvenuta a Palermo, è stato costruito dai curatori Evelina De Castro, direttrice di Palazzo Abatellis Galleria Regionale della Sicilia, e dell’architetto Giacomo Fanale, un percorso che pone in relazione l’opera con i riferimenti raffaelleschi in Sicilia. Il tour della mostra, infatti, ha fatto già tappa a Catania e, dopo Palma, si trasferirà a Gerace in Calabria, città in cui nacque Luigi d’Aragona, cioè il cardinale che seguì per conto del Papa la realizzazione degli arazzi della Cappella Sistina.

I cartoni furono realizzati dall’artista quando era all’apice della sua fama romana. I primi arazzi furono tessuti in seta, argento dorato e lana tra il 1517 e il 1521, a Bruxelles, nella bottega più illustre dell’epoca, quella di Pieter Van Aelst.

Per il sindaco Castellino e per l’amministratore della DMO Distretto Turistico Valle dei Templi, Fabrizio La Gaipa, la mostra è un’altra opportunità straordinaria per lanciare la Costa del Mito come prodotto turistico “che unisce arte e paesaggio, archeologia e bellezza”: un evento che si raccorda con altri appuntamenti, quali il Premio Gattopardo d’Oro del prossimo 7 maggio, che vedrà la presenza di attori noti al pubblico televisivo e cinematografico, e che si inserisce nella Biennale del Gattopardo, promossa dal Gruppo di Lavoro “Io Sono Palma”, che con l’Istituzione Tomasi rappresenta un punto di riferimento per il rilancio turistico e culturale del territorio.

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