Dal mostruoso minotauro all’allegra capretta con le corna a spirale: una storia di re e di misteri, di volontà e coraggio che attraversa i millenni. In Sicilia, vicino Agrigento, tra Santa Elisabetta, Raffadali e Sant’Angelo Muxaro, c’è una montagna misteriosa.

Ha la consistenza vetrosa di gesso che riluce sotto il sole come un caleidoscopio.

Per raggiungere la cima occorre salire 350 gradini e addentrarsi in un percorso sterrato fino alla fortezza. Edificata dai bizantini, su una costruzione punica, fu poi utilizzata dagli arabi come prigione.

Dalla sommità era possibile controllare un territorio vastissimo.

Lo sguardo ancor oggi si perde dall’entroterra fino alla costa del Mediterraneo, tra verdi vallate.

Siamo a oltre 600 metri sul livello del mare.

In questo luogo magico, secondo alcuni studi, fu sepolto il re cretese Minosse. Il suo legame con questa zona della Sicilia lo rivela il mito.
Per assicurarsi il favore di Poseidone, Minosse aveva chiesto al dio di far uscire dal mare un toro che poi gli avrebbe sacrificato.

Ma poi non lo aveva fatto. Poseidone si era vendicato dell’affronto, facendo sì che la moglie di Minosse si innamorasse del toro.

Da questa unione era nato il minotauro, mostro dal corpo umano con testa taurina, che il re aveva nascosto nel Labirinto, costruito dall’architetto Dedalo.

Essendo a conoscenza della struttura del labirinto, Dedalo, una volta finita la sua opera, vi era stato rinchiuso. Dopo che Teseo aiutato dal filo di Arianna era riuscito a uccidere il minotauro e a fuggire, Minosse era andato in Sicilia per inseguire Dedalo, ch’era riuscito ad abbandonare il Labirinto e si era rifugiato dal re di Camico, Cocalo.

Minosse accolto da Cocalo era stato ucciso nella vasca da bagno dalle figlie del re decise a salvare Dedalo.

Camico è l’antica città pregreca che coincide con l’odierna Sant’Angelo Muxaro.

La visita inizia al Monte Guastanella e al sito archeologico con la necropoli scavata sulle pareti rocciose e i resti del castello arabo. Poi si attraversa Raffadali, centro noto per la produzione e la lavorazione del pistacchio. Imperdibile la visita alle pasticcerie e alle gelaterie locali.

Quindi si giunge all’azienda di Valeria e Peppe, che in Contrada Pietrarossa allevano la capra girgentana, razza autoctona caratteristica per le corna a spirale e salvata dall’estinzione. Infine a Joppolo Giancaxio, al loro laboratorio artigianale per la degustazione di deliziosi formaggi caprini.

Monte Guastanella, 92015, Santa Elisabetta
Come arrivare
Raggiungibile solo a piedi: dalla Chiesa Madre, distanza 1km circa

Contatti
tel: +39 0922.479322
Pasticceria Di Stefano, offre un vasto assortimento di creme e linee di prodotti a base di nocciole, mandorle e pistacchio per golose pause di bontà a colazione, dopo pranzo o per un’energica e deliziosa merenda.
Via Murano, 23 – Raffadali (AG)
Tel: +39 0922 473256

Pasticceria Gelateria Le Cuspidi
Dal 1960 un punto di riferimento per gustare gelati e dolci di qualità ad Agrigento e a Raffadali. Da non perdere la degustazione del gelato pecorino e le numerose preparazioni a base di pistacchio o mandorla.

Email:
[email protected]
Sito Web
http://www.lecuspidi.it
Indirizzi:
Raffadali (AG) – Via F16, 30 – tel: +39 0922 39101
San Leone (AG) – Viale Dei Giardini, 4 –tel: +39 0922 411556
Agrigento – Piazza Cavour, 19 – Tel: +39 0922 595914
Villaseta (AG) – Centro Commerciale Città dei Templi –Tel: +39 0922 597834

Azienda Casuzko – di Valeria Casuccio e Peppe Scozzari
c.da Pietrarossa SP17, 63 – Agrigento / Raffadali.
Tel: 320 057 6566
https://www.facebook.com/Azienda-Agricola-Casuccio-Valeria-189877204517657/

Castello di Guastanella