San Gerlando: devozione, memoria, identità

In occasione della sempre più vicina Celebrazione della festa del patrono della città di Agigento, San Gerlando che avverà il 25 febbraio, è stato organizzato un percorso volto ad avvicinarsi alla vita del Santo vescovo.

Si tratta di un omaggio alla storia  della città di Agrigento da sempre devota al Santo.

 Il percorso sarà inaugurato domenica 20 febbraio alle ore 17.00 al Museo Diocesano con la visita alle opere e si concluderà in Cattedrale dove alle ore 19.00 seguirà la celebrazione eucaristica.

È previsa la visita all’urna di San Gerlando, testimonianza del  profondo sentimento religioso del popolo agrigentino verso il patrono.

Il reliquiario conteneva anche sei formelle che narravano la vita del santo, dunque una testimonianza artistica ma anche storico-documentaria e agiografica. Le formelle sono andate in parte perdute, con i puttini che la adornavano a causa dei furti sacrileghi che ne hanno deturpato l’armonia. Nel 2012 il Comando Carabinieri della Tutela del Patrimonio culturale ha riconsegnato sei degli otto puttini originali, che grazie al marchio di garanzia ne ha permesso il riconoscimento e il suo recupero.

Nella torre campanaria della Cattedrale si trovano tre matrici incisorie con diverse raffigurazioni di San Gelando.

Si continua il percorso con la visita alla Cappella, voluta dal vescovo Francesco Trahina con la statua lignea di san Gerlando dei primi del Settecento, opera del maestro Iacopelli.

All’interno del Museo diocesano vi è uno dei sei puttini che adornavano l’urna e la reliquia da contatto del Bastone di San Gerlando che era custodito dentro l’urna e che, dalla ricognizione del 1598, è stato esposto alla pubblica venerazione. Il Baculo, emblema del ministero episcopale del pastore della diocesi, fu impreziosito nel 1607 da una lamina in argento finemente sbalzata e cesellata.

Nella sala dedicata al santo si trova la più statua in legno risalente al Medioevo e due delle tre chiavi che servivano per le serrature della porta che chiudeva l’antica cappella di san Gerlando.

 Una nuova  acquisizione del Museo Diocesano è il piccolo flacone in cristallo di rocca medievale di epoca fatimida, che accoglie piccoli resti corporei del santo ed ricordato negli inventari storici come “il reliquiario del dito di san Gerlando”.

Nella Sala della Biblioteca dei vescovi saranno esposti documenti provenienti dal Tabulario della Cattedrale. Il Libellus de successione pontificum Agrigenti, un codice pergamenaceo del secolo XIII che costituisce la prima raccolta di notizie storiche sulla Chiesa Agrigentina.

La Legenda di san Gerlando,  un prezioso documento agiografico medievale sulla vita del santo,  che al suo interno raccoglie L’antico ufficio ritmico con due celebrazioni liturgiche dedicate a san Gerlando: «in festo sancti gerlandi», il 25 febbraio, e in « in festo translationis». Le ultime due carte, rilegate nel XVIII secolo, contengono la memoria del più antico Catechismo della Chiesa agrigentina. Alcune parti dei documenti saranno visionabili grazie a supporti multimediali.

A conclusione della visita, la tela di Francesco Sozzi del 1773, che raffigura i Sette santi vescovi agrigentini con al centro in primo piano la gloria di san Gerlando.

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