Un Patto per lo Stile di Vita Mediterraneo

Anche il Distretto Turistico Valle dei Templi ha sottoscritto il Patto di Comunità per il Parco mondiale policentrico e diffuso dello Stile di Vita Mediterraneo.

Che cos’è il Patto di Comunità?

È il documento che il Comune di Caltanissetta ha predisposto e sta proponendo a tutti i soggetti sia della comunità nissena che di altre zone della Sicilia che desiderano aderire al progetto strategico del primo Parco mondiale policentrico e diffuso dello Stile di Vita Mediterraneo.

Messo a punto dall’assessorato comunale alla Crescita Territoriale per promuovere e approfondire lo stile di vita Mediterraneo, patrimonio UNESCO, nonché il rilancio culturale, sociale ed economico della Sicilia centrale a partire dalla città di Caltanissetta, la sottoscrizione del patto ha un significato ben preciso: condividere il percorso di crescita virtuosa che il parco intende promuovere ed impegnarsi a collaborare con azioni concrete, sviluppando congiuntamente attività di supporto e di promozione dell’iniziativa e declinando le finalità del progetto strategico all’interno del territorio.

Punto di partenza è la presentazione e promozione del progetto del parco agli istituti scolastici per coinvolgere gli studenti, sia perché essi saranno i futuri fruitori e beneficiari del progetto, sia perché si rendano conto che il loro contributo sarà fondamentale sin da subito nella realizzazione del progetto stesso.

È necessario a questo punto comprendere bene com’è nato e in che cosa consiste il progetto denominato Primo Parco mondiale policentrico diffuso dello stile di vita Mediterraneo e quali sono le sue finalità e come si sta muovendo per la sua realizzazione.

Innanzitutto perché sono stati utilizzati i termini Parco e Mondiale?

Il termine “parco” è associato a un luogo gioioso, ricreativo e accattivante, proprio come il piacere di mangiare cibi salutari, respirare aria pura, mantenere comportamenti corretti e vivere esperienze interessanti a contatto con la natura.

Il termine “mondiale” è associato all’originalità di questa iniziativa che, con una proiezione ad ampio raggio, può diventare un prototipo da poter estendere e esportare in altri territori.

L’iniziativa è stata approvata anche dal presidente della Regione Nello Musumeci e dal ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano.

Sul contenuto del progetto il patto di comunità è già molto chiaro, circostanza, questa, che è anche indice di trasparenza dell’ente comunale nei confronti dei partner.

Il 4 ottobre 2020 a Palazzo Moncada, a Caltanissetta, si è riunita l’assemblea costituente del parco, promossa dall’assessorato della Crescita Territoriale del Comune di Caltanissetta che fa capo a Francesco Nicoletti, alla quale hanno preso parte, i primi partner istituzionali pubblici e privati che hanno mostrato interesse ad aderire al progetto. Hanno partecipato numerosi soggetti tra cui associazioni (Italia Nostra, Legambiente, Pro Loco, Sicilia e sviluppo, Slow Food, etc) associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio etc) club services (Rotary Club, Soroptimist) Comitati di quartiere, imprese, organi di stampa, organizzazioni, sindacati (Cisl e Uil).

Dopo la dettagliata presentazione delle linee programmatiche sono stati sottoscritti protocolli di adesione.

Approfondite le attività già attivate, sono state pianificate le successive e fissate le tempistiche indispensabili per garantire un’efficace raggiungimento del risultato.

Si è costituita quindi una grande comunità di circa 130 partner pubblici e privati della Sicilia Centrale che abbracciano i territori del nisseno, dell’agrigentino, dell’ennese, del palermitano e del catanese.

Come si legge nel patto, il Parco mira a valorizzare il territorio sotto il profilo culturale e sociale attraverso una progettualità concreta, sostenibile e che nel tempo punta a crescere in visibilità e importanza. L’attività prevista avrà risvolti positivi legati a un indotto che, adeguatamente stimolato e sviluppato, potrà portare un incremento nel tasso di occupazione soprattutto nelle due filiere cardine del territorio: agricoltura e turismo.

La dichiarazione resa dall’assessore Nicoletti a tal riguardo è stata molto esplicita: “A noi interessa cambiare il futuro dei nostri figli creando progetti seri, concreti e coerenti che possono attrarre investimenti e portare un gettito economico capace di valorizzare il territorio”. Per procedere in questo senso è necessario “strutturare e incrementare idee sostenibili nel lungo periodo, un percorso che deve essere curato costantemente e preceduto da un’adeguata programmazione nel breve periodo e un monitoraggio dei risultati nel medio periodo. Per crescere sono necessarie progettualità coerenti, valutazione di strumenti idonei, risorse naturali e fondi economici adeguati. Dobbiamo avere il coraggio di puntare in alto perché possiamo diventare il fulcro di uno stile di vita da poter estendere non soltanto a tutta la Sicilia ma anche a livello internazionale”.

Il progetto del Parco ha già in sé un piano strategico di rilancio culturale sociale ed economico del territorio che si fonda sulla dieta mediterranea, dal greco δίαιτα (diaita), nel suo significato di stile di vita Mediterraneo, e ha preso più spunti da tre matrici generali quali:

a. le deliberazioni dell’Unesco del 2010 e 2013 che hanno riconosciuto lo stile di vita dei nostri padri quali patrimonio culturale immateriale dell’Umanità;

b. l’insieme delle buone pratiche per il buon cibo e il buon vivere comunitario a partire da esperienze internazionali come il movimento “Terra madre”;

c. le straordinarie suggestioni derivanti dall’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”.

Nell’ambito della dieta mediterranea sono state individuate sei dimensioni tra loro interdipendenti:

1. dimensione comunitaria, culturale, antropologica;

2. dimensione educativa;

3. dimensione ecologica;

4. dimensione sportivo-salutistica;

5. dimensione alimentare;

6. dimensione economica.

Indispensabile è stato ritenuto il coinvolgimento di altri territori per cui sono stati aggregati a cerchi concentrici tutti quelli del nisseno e della Sicilia centrale e centro meridionale, attraverso la creazione di un partenariato delle comunità dello stile di vita Mediterraneo per condividere e diffondere gli obiettivi del piano strategico e le azioni del progetto.

Questo coinvolgimento è stato quindi esteso a tutti i soggetti che condividono il percorso tracciato dal progetto, e che ricadono nella comunità aderente in cui vivono, per sviluppare congiuntamente attività di supporto e di promozione dell’iniziativa e declinare le finalità del progetto strategico all’interno del proprio territorio.

Sicuramente molto originale la forma che il parco assumerà sotto il profilo organizzativo: sarà policentrico diffuso, prevalentemente in plein air, dove coniugare la fantasia con la cultura, la mitologia con la storia, i valori comunitari con il divertimento, la gioia con il sapere.

Prevede infatti quali primi protagonisti i bambini e le famiglie, adolescenti e giovani. Il modello si fonderà anche sulla mobilitazione selettiva e finalizzata dell’intero immaginario collettivo internazionale, a partire dal cinema, dalla tv e dai fumetti, oltre a tutte le forme culturali (letteratura, teatro, arte, architettura musica, danza).

Riassumendo, sul versante dell’impatto sociale è evidente che il progetto mira a promuovere nell’ambito della comunità locale lo Stile di Vita Mediterraneo in tutte le sue forme e si fonda sulla triade virtuosa cibo, bellezza, viaggio.

Sul versante dell’impatto economico il progetto ha lo scopo di:

a) potenziare e qualificare la filiera agricola agroindustriale ed enogastronomia del nisseno e della Sicilia centrale, sia nei mercati internazionali che nei mercati interni domestici;

b) incrementare e diffondere il turismo di qualità, regionale, nazionale internazionale dei territori coinvolti (incoming), il turismo lento, il turismo valoriale, relazionale, esperienziale.

Per raggiungere questo fine il progetto tutelerà, metterà in rete e valorizzerà tutti gli attrattori turistici, culturali, naturalistici, enogastronomici, e simili, materiali ed immateriali, presenti in tutte le comunità aderenti.

In tale ottica sono state previste a fondamento le seguenti 11 reti:  

1. Rete delle cucine della dieta mediterranea – Nei comuni del parco saranno attivate una o più Cucine ispirate alla dieta mediterranea e allo Stile di Vita Mediterraneo; una serie di strutture fisiche ed attrezzate, Funzionanti con l’impegno diretto e organizzato delle risorse locali, genuine e popolari del sapere della dieta mediterranea.

2. Rete delle ludoteche dello stile di vita Mediterraneo. Nei comuni del parco saranno attivate una o più ludoteche ispirate alla dieta mediterranea e allo stile di vita Mediterraneo. Un propulsore in grado di mixare gioco ed educazione, sport e cultura, divertimento e valori comunitari, cibo e gioia di vivere, cibo e piacere. Giochi con i singoli prodotti dello stile di vita Mediterraneo a partire dalla triade grano, olio e vino con i miti sottostanti. Soprattutto in plein Air.

3. Rete dei centri multimediali per lo stile di vita Mediterraneo. Per la promozione internazionale del costruendo parco in termini di marketing strategico internazionale di promozione del nostro stile di vita, di vendita internazionale dei nostri prodotti tipici e di qualità, della nostra enogastronomia mediterranea, di incoming turistico, determinante è il ruolo del cinema, del cineturismo, della mobilitazione dell’immaginario cinematografico storico e mondiale, in particolare mediante il cinema storico e internazionale contemporaneo.

4. Rete commerciale fisica e virtuale dei castelli dei borghi. Rete per la promozione e la vendita fisica e virtuale dei prodotti e pacchetti di prodotti della dieta mediterranea. Ciascun castello o borgo diventa negozio fisico e virtuale del paniere della dieta mediterranea. Negli ultimi decenni nella Sicilia centrale come nell’intera Sicilia è esploso un vero fervore scientifico, politico e progettuale per la salvaguardia e promozione dei castelli e dei borghi.

5. Rete delle comunità dello stile di vita Mediterraneo. Le 100 e più comunità civiche dello stile di vita Mediterraneo. Ciascuno dei comuni interessati diventa comunità dello stile di vita Mediterraneo attraverso un patto di comunità civico partenariale che stabilisce finalità, obiettivi e regole del gioco condivise.

6. Rete delle piramidi, quali simboli dell’intero progetto. Il simbolo identitario materiale progettuale prescelto è la piramide, che parte dalla piramide alimentare, grafico concepito per invitare la popolazione a seguire consigli dietetici partendo dal presupposto che gli elementi situati al vertice della piramide sono quelli che dovrebbero essere consumati in piccole quantità e di conseguenza gli alimenti posti nella parte bassa sono quelli che bisogna consumare con più frequenza e in quantità maggiori. Il parco avrà come simbolo sia quello immateriale sia quello materiale. In tutte le forme e le tecniche le grandezze funzionali possibili. Saranno presenti in tutto il territorio: nei singoli comuni, nelle riserve naturali, nei borghi rurali, lungo le vie e ciclovie, nelle scuole, nelle strutture, nei luoghi dello sport, nelle piazze, nei quartieri dei comuni medi o grandi, nei luoghi di ritrovo ricreativo, nelle aziende, nei bar nei ristoranti.

7. Rete del patrimonio naturalistico rurale della biodiversità vegetale e agricola e dei prodotti tipici di qualità. Il patrimonio ambientale naturalistico delle RNO (riserve naturali orientate), delle RNI (riserve naturali integrate), della Rete Natura 2000, della RES (rete ecologica siciliana). La promozione del parco va considerata quale un catalizzatore sistemico della rete ecologica della Sicilia centrale e dell’intera Sicilia.

8. Rete del patrimonio culturale materiale e immateriale a partire dal patrimonio paesaggistico. Dall’impegno dell’assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, delle nuove soprintendenze, di decine di associazioni culturali e ambientaliste è scaturita una straordinaria mappa di circa 250 paesaggi locali siciliani di cui circa 100 allocati nella Sicilia centrale. Paesaggi locali mappati sul piano scientifico, normati e programmati, che devono ora essere attivati operativamente per essere pienamente fruiti e goduti dai siciliani e dai cittadini di tutto il mondo. Si tratta di attivare un unitario sistema centralizzato di fruizione multimediale il cui effetto promozione del territorio risulterà vigoroso e permanente.

9. Rete della mobilità dolce (vie francigene, via delle rosalie, via dei frati, trasversale sicula, trazzere, greenway e simili). La mappa di base di questi cammini è rappresentata dal ri-conoscimento e dalla tutela della valorizzazione, promozione, dalla messa in rete e a sistema, dalla rigenerazione, dal rinascimento dei cammini antichi greci, romani, medievali di Sicilia. Si tratta peraltro di cammini e vie collegate e collegabili ad altri itinerari possibili: dalle Strade del Vino al Circuito dei castelli e dei borghi, alla mappa dei parchi letterari fino alla recentemente promossa Strada degli Scrittori lungo la SS 640. Bisogna assicurarne di conseguenza la leggibilità, la conoscenza, la riconnessione, la rigenerazione, la tutela, la valorizzazione, la promozione.

10. Rete della mobilità ordinaria. Riguarderà il miglioramento e il potenziamento della rete stradale e della rete ferroviaria, attualmente deficitarie.

11. Rete formativa Mediterranea. È  la rete progettuale trasversale e  portante dell’intero progetto. Basica e fondante, si rifà al “Progetto formazione mediterranea” fondato sulle decisioni Unesco del 2010 e 2013. Il progetto del Primo Parco mondiale dello Stile di Vita Mediterraneo è rivolto (e ha come assoluti protagonisti) innanzitutto ai bambini, ai giovani, agli alunni e agli studenti, alle nuove generazioni e all’intero sistema formativo scolastico, universitario, di ricerca ed innovazione. La formazione vigorosa innovativa permanente, diffusa, popolare è il catalizzatore, il cuore pulsante dell’intera operazione.

I protagonisti indispensabili individuabili negli ambiti essenziali sono:

1.       i contadini, i produttori agricoli, in primo luogo quelli piccoli e piccolissimi;

2.       i piccoli trasformatori agroalimentari

3.        cuochi e gastronomi legati alla tradizione mediterranea

4.       i segmenti resistenti di commercianti e negozianti di prodotti tradizionali tipici di qualità dei prodotti buoni, puliti e giusti

5.       tutti i soggetti singoli, associati, giovani e donne, attivisti, scienziati ed esperti, associazioni ambientaliste storiche e meritorie, educatori e formatori ambientali, gestori delle risorse dei nodi della rete ecologica coerentemente e generosamente impegnati nella tutela e nella promozione della biodiversità e della sostenibilità ecologica di sistema

6.       l’intera filiera dell’educazione e dell’istruzione, della formazione presente nella realtà comunale, tutte le scuole, le agenzie e gli enti di formazione

7.       l’insieme delle istituzioni religiose a partire dalle parrocchie e dai parroci

8.       gli studiosi locali operanti in loco, gli scienziati, i tecnici locali, artisti e creativi delle varie branche, i letterati, i poeti, gli storici e cultori di storia locale, gli editori locali, antropologi collegati variamente al territorio, gli esperti e cultori locali di storia dell’arte, esperti della biodiversità locale, i fotografi, i cineasti, i videoartisti, i blogger, gli operatori del web radicati nel territorio, gli esperti di cibo e della gastronomia tradizionale

9.       le Pro Loco

10.   le amministrazioni pubbliche, gli amministratori locali lungimiranti e di buona volontà sinceramente al servizio delle proprie comunità

Nel sito internet del Comune di Caltanissetta www.comune.caltanissetta.it nella sezione “albo pretorio” è possibile scaricare la delibera numero 136 del 30 ottobre 2020 e il “Patto di Comunità”.   

(fonte “Incontri” Rotary Club Caltanissetta)

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