Sciacca – Il Museo dei 5 Sensi

Sciacca è una città di 45.000 abitanti a ovest della costa siciliana, nell’agrigentino.

Il “Museo Diffuso dei 5 Sensi” nasce da un patto che la comunità di Sciacca stringe per tutelare, valorizzare e promuovere le identità del territorio che diventano risorse di un’intera comunità.


Il centro storico di Sciacca è come un Museo a cielo aperto le cui strade sono i corridoi, le piazze le sale di esposizione, le botteghe degli artigiani e le case dei residenti sono le teche attraverso le quali scoprire il vero tesoro: le persone e la loro identità.

Da questo Patto di Comunità è nata, nell’aprile 2020, la Cooperativa di Comunità “Identità e Bellezza” con lo scopo di assicurare metodi, governance e competenze per supportare i cittadini di Sciacca nei processi di valorizzazione, tutela e promozione dell’immenso patrimonio storico, artistico, culturale e gastronomico presente da secoli nella città.

Il progetto è un percorso attraverso cui la comunità dei cittadini di Sciacca prende consapevolezza del valore del patrimonio che la circonda e lo valorizza per farne una fonte di ben-essere sostenibile.


La visione è essere un Ecosistema che offre al Cittadino Temporaneo un’esperienza di viaggio unica e indimenticabile, basata sull’accoglienza, l’autenticità e il rispetto.

La missione del Museo è puntare sulle Identità del territorio per un turismo empatico di alto livello che generi felicità e bene-essere per chi accoglie e per chi viaggia.

I valori del Museo sono proprio identità, bellezza, comunità e sostenibilità.

Una grande comunità formata da circa 50 enti presenti sul territorio saccense tra i quali: rappresentanti delle associazioni sportive, teatrali e culturali, di volontariato, club services, commercianti, strutture ricettive, ristoranti.

A loro si aggiungono artigiani della ceramica, della cartapesta, della lavorazione del corallo, e tanti altri che aprono le loro botteghe e i loro saperi ai nuovi cittadini temporanei che giungono in città per scoprirne i segreti.

Un turismo esperienziale trasformativo ed empatico.

La comunità si trasforma per accogliere e condividere.

Ma si trasforma anche nei rapporti sociali interni che mutano in senso mutualistico.

Tutta l’accoglienza è concepita in modo armonico tra i vari campi che si intrecciano con una linea comune. I gestori e lo staff di hotel e b&b facenti parte della rete del Museo Diffuso dei 5 Sensi accolgono i turisti seguendo disciplinari speciali dove, oltre all’affettuosa ospitalità siciliana, si seguono protocolli di sostenibilità ambientale molto spinta che prevedono, ad esempio, il progressivo divieto di offrire saponette usa e getta ma solo dispenser con sapone liquido prodotto localmente.

Dispenser in ceramica, personalizzati e fatti apposta dagli artigiani di Sciacca che così promuovono la propria arte e la propria identità produttiva. Ma non basta, perché direttamente dal b&b, tramite una piattaforma dedicata, si potrà prenotare l’esperienza presso l’artigiano autore del pezzo, per dipingere e realizzare con le proprie mani il dispenser e portare a casa un prodotto unico al mondo.

Perché fatto da saccensi, guidati da una sapienza secolare.

La stessa che viene condivisa con i viaggiatori dai Maestri della lavorazione del corallo o della cartapesta. Botteghe, negozi e bar che diventano Info Point diffusi, pronti a raccontare Sciacca e aconsigliare un ‘esperienza da fare in città.

Nel Museo Diffuso dei 5 Sensi di Sciacca tutto è narrazione. Nelle colazioni dei b&b, negli aperitivi dei bar e nei menù dei ristoranti si troveranno sempre di più dei prodotti locali a cui è collegato il racconto degli agricoltori che li coltivano e di coloro che li trasformano.

Tutto da vivere in prima persona: andando a prendere il grano dall’agricoltore per portarlo alla mola di pietra della mugnaia da cui imparare a fare una farina con cui impastare pane, pizza o pasta nelle case dei cuochi locali.

O il latte, munto assieme al pastore, per fare ricotta assieme al casaro e una cassata con il pasticcere. Verticali esperienziali, da vivere per giorni e giorni. Turismo trasformativo.

Scoperta ed esperienza.

Emozioni. Empatia.

Sciacca accoglie i turisti come se fossero “cittadini temporanei”, degli amici che arrivano e vogliono condividere la quotidianità, i monumenti della città, così da renderli parti integranti della comunità. Per rendere tutto questo tangibile è stata creata la “Carta d’Identità” del cittadino temporaneo, una card che permetterà di avere sconti in tutte le esperienze e attività aderenti al circuito. Ma soprattutto di fare parte di una comunità, anche quando si sarà lontani.

Sciacca come un grande laboratorio sociale dove un’intera comunità sceglie di scrivere il proprio futuro utilizzando il patrimonio identitario come contenuto e il turismo come strumento.

Lavorando in sinergia tra tutti i suoi membri, con la cura di una famiglia e l’efficienza di una DMO (Destination Manager Organization).

Connettendo tutti i settori per la creazione di un’economia sostenibile anche nel tempo perché finalmente davvero in mano ai suoi abitanti.

Un’economia diffusa che redistribuisce reddito sostenibile e restituisce valore al patrimonio anche immobiliare del centro storico. Tenendo ben presente che, fin dalla concezione del progetto, è stata parallelamente avviata un’attività di accountability sia per misurare lo sviluppo creato, sia per calcolare la capacità di massimo carico turistico della destinazione e preservare l’equilibrio tra abitanti e turisti.

L’armonia che si vuole creare, funzionale a uno sviluppo efficiente, deve crescere all’interno di tutti gli aspetti della comunità.

La “cura” è una delle parole chiave di tutto il progetto, quella su cui si fonda il grande cambiamentoche è iniziato in tutti i settori. Un luogo curato all’interno deve trovare la stessa corrispondenza all’esterno, come uno specchio tra dentro e fuori senza distorsioni, senza discrasie.

La cura di tutti i dettagli nell’arredamento e degli interni dovrà crescere assieme alla cura dei dettagli di ciò che è fuori ognuna delle attività del Museo Diffuso. B&B, hotel, negozi, botteghe, bar, ristoranti: tutti saranno presidi di bellezza da far crescere e tutelare in un pezzo di città da rendere sempre più godibile.

Una strada bella, curata, pulita, ordinata è una strada che accoglie bene un turista, ma è una strada dove anche chi ci vive gode i benefici della bellezza. I beni comuni smettono così di essere “di nessuno” e tornano finalmente a essere “di tutti”. Ritornando a costruire con le proprie mani pezzetti di futuro.

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